L’A.C.A. si rinnova e potenzia con un nuovo telescopio: DOBSON 16″ SYNSCAN AZ GOTO

Tra la fine dell’anno precedente e l’inizio del nuovo anno, si e’ fatto largo in Associazione l’idea che fosse giunto il momento di dotarsi di un nuovo telescopio per migliorare l’attivita’ di osservazione visuale durante le diverse manifestazioni.

Le caratteristiche richieste erano piu’ d’una:

  • diametro dello specchio primario da permettere osservazioni, non solo di pianeti ma anche di deep sky,
  • sistema di puntamento con GO TO,
  • facilita’ di trasporto e messa in posa,
  • correzione Lambda e rapporto qualita’/prezzo in linea con il budget della nostra Associazione e comunque di buon livello.

La scelta si e’ quindi indirizzata su un telescopio di tipo DOBSON.

Tra le novita’ lanciate dal mercato, spiccava infatti il DOBSON SYNSCAN 16” AZ GOTO della SKYWATCHER. Il “peso” massimo della nuova serie.

E cosi’ dopo alcune discussioni informali, ricerche di dati su siti esteri e dei preventivi migliori, si e’ perfezionata la proposta per l’Assemblea annuale dei soci che ha approvato l’investimento.

Nel breve volgere di tempo di una settimana e’ stato approvato l’investimento nell’assemblea del 29 marzo, si e’ provveduto all’acquisto del telescopio, al ritiro il 1 aprile e gia’ il 2 aprile veniva montato.

Ecco una breve sintesi dei fatti corredata da qualche foto per rendere partecipi tutti i soci e amici dell’A.C.A.

RITIRO

Il telescopio viene venduto in tre voluminosi imballi separati: un imballo per il tubo ottico, un altro per il basamento, i pannelli laterali e centrali ed infine il terzo imballo leggermente piu’ piccolo per lo specchio primario. Per il ritiro e’ necessario l’utilizzo o di un piccolo furgone o di due macchine come nel nostro caso.

MONTAGGIO

Il montaggio si completa in meno di due ore agevolato dal fatto che alcune parti sono gia’ preassemblate (es: motori sul basamento, maniglie per il sollevamento, scatola del controller su pannello laterale, blocco fuocheggiatore sul tubo). Risulta pero’ indispensabile lavorare in coppia, in quanto le parti devono essere tenute in posizione per il fissaggio tramite comodi vitoni.

Tutte le parti del telescopio sono protette dagli urti grazie ad imballi abbondanti e robusti. In particolare lo specchio primario e’ inserito in un incavo di materiale plastico, avvolto poi da una serie di pellicole-film che lo avvolgono per intero. La superficie riflettente e’ protetta da una pellicola-film che aderisce strettamente. Tolto il film protettivo, lo specchio appare, ad una analisi visiva ravvicinata, completamente privo di pulviscolo, polveri od aloni.

Dopo aver dato un’occhiata a tutte le parti ed alle istruzioni in italiano (sul web si trovano in inglese e forniscono alcuni dettagli in piu’), si parte con il fissaggio dei due rinforzi sui pannelli laterali.

Si fissano al basamento dapprima i due pannelli laterali, irrigiditi dai rinforzi montati in precedenza. Si aggiunge poi la parte centrale e tramite i vitoni si fissano le tre pari principali della struttura che accogliera’ il tubo. Il tutto si svolge molto facilmente.

Si prosegue serrando alla struttura: il porta oculari sulla parte centrale e l’aggancio per il display-controller su una delle due parti laterali.

Si passa poi al tubo ( di un bel colore nero metalizzato) che deve essere maneggiato da due persone, considerate le importanti dimensioni. Lo stesso, mantenendolo sempre in posizione orrizzonatale, va fatto scendere nell’apposita scanalatura presente su di uno dei due pannelli laterali. E’ molto intuitivo agganciarlo perché il particolare di fissaggio (vagamente ricorda il metodo di funzionamento dell’attacco a coda di rondine) del tubo va a combaciare-scivolare sulla parte complementare fissata sul pannello laterale interno. Si fissano poi i vitoni che bloccano il tubo sulla struttura.

E’ quindi giunto il momento di montare lo specchio primario.

E’ consigliabile non rimuovere il film protettivo che ricopre la parte riflettente (operazione da fare alla fine dopo il posizionamento nel tubo) o nel caso di indagine visiva dello stesso (come nel nostro caso), ricoprirlo nuovamente con lo stesso film prima di procedere.

Mantenendo il tubo in orrizontale, una persona inserisce lo specchio protetto dal film nel tubo e lo avvicina il piu’ possibile al fondo, mentre dal fondo la seconda persona afferra lo specchio e lo porta a combaciare con i fori delle viti di fermo.

Dato il peso dello specchio e la posizione scomoda di lavoro, mentre una persona regge lo specchio dal fondo tenendolo allinenato ai tre fori delle vite di serraggio, l’altra procede ad inserire all’interno le molle e a fissare le tre vite di fermo. A questo punto si puo’ lasciare la presa dallo specchio e togliere il film protettivo.

COLLIMAZIONE

Tramite il raggio laser di un collimatore inserito nell’oculare, si deve portare il raggio laser al centro dello specchio primario dove e’ presente un cerchietto tramite la correzione delle tre viti a brugola dello specchio secondario.

Si passa quindi ad osservare l’uscita del raggio laser attraverso il collimatore medesimo e agendo sui tre vitoni posti sullo specchio primario (allentare prima le tre viti di serraggio vicine) si muove lo specchio primario fino a centrare perfettamente il foro del collimatore posto nell’oculare.

Si ripete la procedura fino a raggiungere la collimazione desiderata di entrambi gli specchi. Si termina serrando le tre viti di serraggio sullo specchio principale.

Da ultimo si aggancia il display-controller e si inserisce il cercatore che andra’ poi allineato con il telescopio tramite le tre viti di sostegno.

COLLAUDO

Il primo collaudo viene dedicato alla verifica di precisione del puntamento, ma una sottile falce di luna prossima al tramonto (vedi sotto) offre la possibilita’ di realizzare la prima immagine astronomica con il nuovo strumento (e di verificare sul campo la collimazione).

Subito dopo iniziano le operazioni per “istruire” il computer della pulsantiera:
digitando le coordinate del luogo, l’orario e la differenza rispetto al T.U. si esauriscono le operazioni preliminari.

Quindi viene scelto l’allineamento a due stelle e viene inquadrato manualmente ARTURO. Dalla pulsantiera selezioniamo come seconda stella REGOLO (60 gradi in AR) e il telescopio si muove molto velocemente alla ricerca dell’oggetto che risulta leggermente fuori campo a 72X con focale 1800 mm.
Utilizzando il cercatore 8×50 viene centrato REGOLO e confermato da tastiera l’allineamento.

Inizia il breve tour con le galassie M65 e M66, poi e’ la volta di Denebola, sempre al centro.
Proviamo con un “salto” piu’ lungo (17 gradi) a raggiungere M64 senza nessun problema.
Tappa obbligata sul globulare M3 (ovviamente risolto) che, nonostante il lampione del parco a meno di 10 metri, mostra stelle debolissime del suo alone.
Il successivo GOTO solo in altezza per raggiungere M63 va a buon fine cosi come lo spostamento solo in azimut verso M106, entrambi i salti sono attorno ai 15 gradi.

In generale ci ha sorpreso il rapporto tra la velocita’ di puntamento e la precisione finale, oltretutto operando con quasi 2 metri di focale.

Per quanto riguarda la luminosita’, rimandiamo il giudizio alla prima uscita in montagna. Pero’ gia’ sulle stelle brillanti si nota una evidente differenza rispetto al 300 millimetri della cupola: ad esempio Cor Caroli (mvis +2,8) appare paragonabile a una stella di prima grandezza.

Specifiche tecniche:

Montatuta tipo : DOBSON
Movimento: : Altazimutale con GO TO
Diamentro primario : 16” o 406 mm
Focale : 1.800 mm
Rapport focale : 4,4
Potere risol. (Dawes) : 0″,285
Magn. limite (Bradley Shaefer) : 14,9 (*)
Fuocheggiatore : micro e macro movimenti
Oculari in dotazione : Super Plossl da 10 mm e 25 mm
Ingrandimenti oculare 10mm : 180X
Ingrandimenti oculare 25mm : 72X
Max Ingrandimenti utili : 800X
Cavo di controllo remoto: RS232

(*) a 180x con cielo di 5 grandezza entro 30 gradi dallo zenit

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