Pulire le ottiche del telescopio

Mi date un consiglio per la pulizia delle ottiche del mio telescopio? Ho sempre paura di far danno”
Emanuela (su Facebook)


Ciao Emanuela,
nella tua richiesta non specifichi che tipo di telescopio utilizzi e cosa intendi per ottiche quindi affronterò l’argomento in un contesto il più ampio possibile.

Innanzitutto dobbiamo distinguere tra oculari (e accessori relativi) e ottiche del telescopio. A loro volta i telescopi sono divisibili fra tubi ottici chiusi e aperti.
I tubi ottici chiusi raggruppano rifrattori, Maksutov e Schmidt-Cassegrain. In questi strumenti ad essere interessata da polvere, impronte, sporco o condensa è rispettivamente la lente obiettivo, il menisco Maksutov e la lastra Schmidt. In ogni caso la superficie da pulire è costituita da vetro ottico, al pari degli oculari.
I tubi ottici aperti come Newton, Cassegrain e Ritchey-Chretien sono meno soggetti a condensa ancor meno ad impronte digitali ma la polvere non trova difficoltà a depositarsi sulle superfici ottiche. Queste inoltre sono costituite da specchi che per la loro delicatezza necessitano di un metodo di pulitura più laborioso di quello utilizzato per le lenti.

Per la pulizia sono necessari una pompetta in gomma, un pennello con setole morbide, una pezzuola in microfibra di buona qualità e un detergente specifico. Sono tutti prodotti facilmente reperibili in ogni buon negozio di ottica, fotografia o astronomia a prezzi accessibili e spesso raggruppati in pratici kit.

La pompetta
serve soffiare via la polvere depositata su lenti, specchi, ecc… e spesso è sufficiente per una pulizia veloce. Non è consigliabile utilizzare le bombolette di aria compressa vendute nei negozi di elettronica perché si corre il rischio che queste spruzzino gocce di propellente sulle superfici ottiche obbligando ad una pulizia più impegnativa. L’utilizzo di compressori a serbatoio è possibile solo se questi permettono una regolazione del flusso d’aria tale che il getto non risulti eccessivamente potente.

Il pennellino
deve essere di dimensioni adeguate alla superficie da pulire (piccolo per oculari e obiettivi, più grande per lastre e menischi) e soprattutto deve avere setole fitte e morbide per riuscire a rimuovere la polvere senza rischiare di graffiare le superfici.

La pezzuola in microfibra serve a rimuovere eventuali tracce di unto quali ad esempio le impronte digitali e i segni lasciati sugli oculari dalle ciglia. Al pari del pennello deve essere di buona qualità e molto morbida. Sconsigliati i panni che si trovano nei normali negozi o centri commerciali: costano meno ma non hanno la morbidezza dei prodotti per ottica e il risparmio non giustifica il rischio di danneggiare strumenti ben più costosi.

Il detergente
va acquistato in negozi specializzati o in alternativa può essere sostituito con alcool isopropilico. Ha il compito di aiutare a rimuovere le impronte grasse e i residui lasciati ad esempio dalle gocce d’acqua della condensa.

In generale una pulizia accurata prevede i seguenti passaggi:
soffiatura con la pompetta per rimuovere la polvere più grossolana, rimozione della polvere residua con il pennellino, eventuale passata con la pezzuola in microfibra e in caso di sporco persistente utilizzo della pezzuola inumidita con il detergente e successiva passata di asciugatura.
Con le superfici ottiche meno si tocca e meglio è, non è necessario procedere fino in fondo ma bisogna fermasi non appena il grado di pulizia è sufficiente: spesso pompetta e pennellino raggiungono lo scopo.

Vediamo in dettaglio come procedere.

Oculari, barlow, filtri e diagonali.

La lente più sporca, fatte salve eventuali cadute a terra, è quella a cui si accosta l’occhio. Questa infatti è più esposta della lente di campo, chiusa dentro il barilotto, e soggetta oltre che al depositarsi della polvere anche ad imbrattamenti grassi dovuti alle impronte digitali e ai residui di lacrimazione presenti sulle ciglia dell’osservatore. Come accennato sopra si procede innanzitutto girando l’oculare in modo che la superficie della lente sia verticale e soffiando abbondantemente aria con la pompetta per allontanare la polvere più grossolana (con la lente in verticale la polvere cade e non torna a depositarsi). Se necessario si procede con il passare delicatamente il pennellino più e più volte sulla lente sempre dall’alto verso il basso per rimuovere le particelle più fini. Se sono presenti piccole tracce di ditate o ciglia allora si passa delicatamente la pezzuola in microfibra in senso circolare per rimuoverle. Se le tracce persistono allora si inumidisce un angolo del pezzuola con una goccia di detergente passandolo poi sulla lente avendo cura di asciugare subito gli aloni risultanti. Mai applicare il detergente direttamente sulla lente perché colando lungo il bordo potrebbe insinuarsi all’interno del barilotto e diventare impossibile da asciugare a meno di non smontare tutto l’accessorio. In ultimo per eliminare anche gli ultimi aloni e residui di detergente è sufficiente alitare sulla lente (come si fa per gli occhiali) e asciugare subito con la pezzuola in microfibra la fine condensa che si è formata.
Per la lente di campo invece è sufficiente l’utilizzo della pompetta e al massimo, se lo spazio lo consente, una leggera passata con il pennellino.
Per i filtri e le barlow si procede in maniera analoga avendo cura nel caso delle barlow di smontare il barilotto delle lenti dal corpo della prolunga per avere un miglior accesso alle lenti da pulire.
Per la pulizia delle lenti sono disponibili anche appositi attrezzi chiamati “lenspen” che presentano un corpo in plastica delle dimensioni appunto di una penna a cui sono aggiunti ad una estremità un pennellino retrattile per la polvere e all’altra un particolare tampone in carbonio per le ditate.
Nel caso di diagonali a specchio, fermo restando la difficoltà di accesso alla parte da pulire, è meglio limitarsi all’utilizzo di pompetta e pennellino per rimuovere la polvere evitando eccessivi strofinamenti della superficie riflettente estremamente delicata. In extremis si deve procedere come per la pulizia degli specchi come descritto più avanti.

Tubi ottici a costruzione chiusa (rifrattori, Maksutov, Schmidt-Cassegrain, ecc).
Sia per le lenti obiettivo che per le lastre Schmidt o i menischi si procede con la stessa metodologia spiegata per gli oculari. In caso di condensa, salvo casi di necessità (pulizia d’emergenza sul campo), è meglio non cercare di asciugarla con panni ma utilizzare un phon ad aria fredda (per evitare sbalzi termici) o pazientemente con la solita pompetta o con ventagli. Ad asciugatura avvenuta rimarranno comunque dei residui che andranno eliminati con il detergente e la pezzuola in microfibra. Anche in questo caso non applicare direttamente il detergente sulla lente/lastra/menisco per evitare i pericolo di infiltrazioni sulla superficie interna dell’ottica.

Tubi ottici a costruzione aperta (Newton, Cassegrain, Ritchey-Chretien, ecc).
In questo tipo di schemi ottici le superfici interessate sono di norma poco soggette ad impronte digitali e condensa per via della loro collocazione interna al tubo ma soffrono comunque del depositarsi della polvere. La collocazione interna protegge dal contatto involontario con le dita ma allo stesso tempo impedisce un facile accesso per la pulizia: anche la sola rimozione della polvere con la pompetta o il pennellino diventa difficile se non impossibile. L’unica alternativa rimane lo smontaggio degli specchi dalle loro sedi e a questo punto, vista la difficoltà della manovra non alla portata di tutti, la pulizia si effettua solo nei casi in cui la quantità della polvere depositata sia tale compromettere la resa ottica oppure lo specchio sia stato in qualche modo contaminato da impronte digitali o altre sostanze che con la loro acidità possono comprometterne l’alluminatura.
Per la pulizia degli specchi si procede quindi con il loro smontaggio dalle relative culle o sostegni per poi collocarli, se le dimensioni lo permettono, nel comune lavandino di casa sul cui fondo è posto un panno morbido per impedirne lo scivolamento. A questo punto si fa scorrere abbondante acqua corrente fredda su tutta la superficie dello specchio tenuto inclinato così che il flusso rimuova tutta la polvere depositata. La rimozione della polvere è fondamentale per gli specchi dato che nelle successive fasi un semplice granello potrebbe essere trascinato sulla superficie alluminata graffiandola. Per questo motivo le “lenspen” non sono indicate per la pulizia dato che lo strofinamento del tampone in carbonio potrebbe strisciare qualche granello di polvere rovinando lo strato riflettente. Una volta eliminata la polvere si spande delicatamente qualche goccia di sapone neutro sulla superficie per eliminare eventuali tracce grasse. In questa fase si può utilizzare un batuffolo di ovatta zuppo o anche i polpastrelli bagnati delle mani che consentono una maggiore sensibilità. Si procede quindi risciacquando abbondantemente sotto il getto d’acqua ed infine si effettua un ultimo risciacquo con alcool isopropilico che elimina l’acqua residua ed evapora senza lasciare residui. Se dovessero essere rimaste alcune gocce sulla superficie è sufficiente accostarvi l’angolo di un fazzoletto di carta per assorbirle senza toccare lo specchio. In ultimo si lascia asciugare all’aria senza utilizzare phon o altre fonti di calore per evitare sbalzi termici. Per il rimontaggio dello specchio ovviamente bisogna prestare la massima cura nell’evitare di toccare la superficie riflettente con le dita, indossando nel caso dei guanti di cotone privi di pelucchi.

Mirko

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