Quasar 3C 273, il primo quasar ad esser scoperto

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Dal nostro osservatorio, quanto lontano possiamo osservare nello spazio e quanto indietro nel tempo? La sera del 7 giugno 2013 discutevamo fin dove si poteva arrivare ad osservare. Si e’ cosi’ deciso di provare con un quasar. Abbiamo quindi puntato il telescopio principale nella costellazione della Vergine alla ricerca del quasar piu’ luminoso e piu’ studiato del cielo appunto Quasar 3C 273.

I quasar sono nuclei di galassie estremamente attive, luminose e distanti.
Il nome deriva dalla contrazione della definizione data all’inizio quando non si conosceva cosa fossero questi oggetti di forma quasi stellare nel dominio visibile ma sorgenti di emissioni radio intensissime. Il nome attribuito fu Quasi stellar radio source, ovvero Radio sorgente quasi stellare. Oggi sappiamo che queste galassie cosi’ attive lo sono a causa di buchi neri al centro estremamente attivi che attirando gas e polveri verso la singolarita’ centrale creano enormi energie, luminosita’ ed emissioni di radiazioni e getti di materia osservabili in tutta la galassia ed oltre.
Senza quindi preoccuparci se le condizioni del fondo cielo fossero le migliori, operando al limite delle possibilita’ di inseguimento e guida del telescopio abbiamo impostato le coordinate come mostrato nella mappa stellare AAVSO.

2013_Quasar3C273_scarli_aavso

Il tempo giocava contro perche’ il quasar si presentava gia’ sotto il meridiano e con un altezza in cielo inferiore ai 50° dall’orizzonte. Ci siamo divisi i compiti: Emanuele al puntamento e operazioni di allineamento finale su oggetto, Stefano alla gestione CCD e Marco al fuoccheggiatore. In breve
abbiamo riconosciuto grazie alla mappa il nostro obbiettivo, come si vede nella somma di immagini che abbiamo acquisito ed elaborato.Il quasar indicato dalle frecce ha una magnitudine di 12,85 mentre la stella a destra del Quasar e’ di magnitudine 13,5.

Qui sotto invece possiamo apprezzare il quasar fotografato al telescopio Palomar Observatory Sky Survey.

2013_Quasar3C273_scarli_palomar

Il quasar fotografato dista 2,8 miliardi di anni luce con Redshift di circa 0,1731 e si sta allontanando a circa 47.500 km/s , una distanza che esce dai nostri schemi quotidiani. Consideriamo la velocità della luce 300.000 km/s praticamente in solo 1 secondo raggiungeremo la Luna e in poco meno di 3 ore le parti più esterne del sistema solare.
Immaginare 2,8 miliardi di anni luce è impossibile.
Inoltre spingere lo sguardo a quelle distanze significa osservare oggetti come erano 2,8 miliardi di anni fa, una macchina del tempo a ritroso che ci mostra com’era l’universo.
La vita media di un essere umano è solo lo 0,0000021% della distanza che ci separa da Quasar 3C 273, dovremmo viaggiare ad una velocità di miliardi di km/s per coprire in un lasso di tempo di una vita umana tale distanza. Forse solo il pensiero umano riesce a coprire tale distanza con l’immaginazione . Una volti giunti a destinazione se avessimo un telescopio potentissimo potremmo osservare l’origine della vita primordiale sulla nostra Terra, è come se uno potesse vedere la propria nascita! Tuttavia Quasar 3C 273 non è uno degli oggetti più lontani, esistono quasar distanti da noi fino a 13 miliardi di anni luce e più riusciamo a spingerci nel profondo oscuro dell’universo e più andiamo indietro nel tempo.

LOG BOOK
Object:Quasar 3C 273 (PGC 41121)
Date2013 06 07
Local Time22.43.00
SkyVelatura
Moon
SiteOss. G. Barletta
Coord. terrest“Lat +45 31 12N, Long +9° 18 33 E
ObserversS. Carli, M. Perego, E. Russo
Telescope305 mm Newton
Focal length1800 mm
CCDAtik 383 L+
FoV33′ x 25
Filter
Binning2×2
Exposure20 sec
T° CCD-5°
DefocusNo
Acquisition softwareArtemis
Data reduction softwareDawn
Calibration DarkNo
Calibration FlatNo

Stefano Carli, Marco Perego, Emanuele Russo

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