Associazione Cernuschese Astrofili

Osservatorio Astronomico Civico "Gabriele Barletta"

Il Tempio della Notte: un’analisi dettagliata

Relazione tecnica sopralluogo

La struttura del Tempio della notte è fatta in prevalenza di mattoni pieni e calce di cemento, mentre la parte delle grotte è in Puddinga o Breccia dell’Adda. Sono stati utilizzati questi materiali in quanto molto comuni nella zona all’epoca della costruzione che è avvenuta nei primi anni del 1800. Il tempio della notte come del resto la volta delle grotte è stata realizzata mediante l’utilizzo dell’arco e della volta quindi strutture completamente compresse dal punto di vista statico. E’ stata utilizzata questa struttura ad arco e volta anche perché il materiale utilizzato non avrebbe permesso di operare diversamente. Analisi del Tempio della notte: Struttura circolare con muratura in mattone rosso avente un diametro di circa 7,50 mt. sovrastata da una volta semi sferica sempre in mattoni pieni. Lungo la circonferenza sono presenti 4 aperture di cui una cieca, orientate secondo i punti cardinali est sud ovest nord. Ad individuare i punti intermedi tra i vari punti cardinali sono state collocate della loggie che con buona probabilità ospitavano delle statue, mentre coppie di colonne sovrastare da un rudere di architrave individuano gli ulteriori punti intermedi. Ci troviamo di fronte quindi ad una struttura perfettamente orientata che permette a chi entra di sapere sempre con precisione l’orientamento rispetto ai punti cardinali. La struttura del tempio è tutta in mattoni pieni tranne le architravi che sono in puddinga. Analisi delle Grotte: La struttura delle grotte è realizzata interamente mediante la sovrapposizione di blocchi irregolari in puddinga incastrati tra di loro e sigillati con calce di cemento. La struttura è a volta ed arco ideale per sopportare il carico del terreno soprastante. All’interno sono ancora visibili delle tracce di piccoli corsi d’acqua probabilmente originati da sorgenti sotterranee (tipo fontanili) con scolo direttamente nel laghetto dell’ospedale collegato al Naviglio della Martesana.
Attraverso «l’antro di Enea e Didone» che fungeva da vestibolo, si accedeva ai sotterranei «ad imitazione di grotte naturali». Attualmente i sotterranei sono inagibili in quanto pericolanti, per la loro ricostruzione dobbiamo quindi basarci sulla descrizione sopra citata. «Originale e ben studiato è l’organismo di queste grotte, sia nel tenebroso tratto a labirinto… come nei vani dalle fantastiche volte… con spiragli da cui piovono obliqui fasci di luce. Alla sensazione di orrido si aggiunge la voce del… ruscelletto che qui scorre lungo il camminamento pel quale si giunge infine al Tempio della Notte. È questo un ampio e squallido vano a rotonda con volta emisferica e colonne abbozzate ed abbinate che lo circondano attorno alla rustica parete intercalata da nicchie e finestre». Esaltava questa atmosfera tra l’orrido e il raccapricciante anche il «ponte del diavolo» un ponte di legno, oscillante su catene, posto sulle pendici della «montagnola» costituita da un rialzo in terra di riporto. Il movimentare il terreno pianeggiante per mezzo di riporti di terra è un’altra delle caratteristiche peculiari dei giardini romantici. (Tratto da Ville e Cascine autori E. Ferrario e S. Coppa)

Orientamento astronomico del TEMPIO DELLA NOTTE

in via Uboldo a Cernusco sul Naviglio (MI) In occasione di alcune visite alla struttura in oggetto è stato possibile identificare e, in seguito, misurare alcune corrispondenze tra l’allineamento degli elementi architettonici e i punti cardinali. L’aspetto più particolare riguarda il tempietto di forma circolare che presenta due entrate ad arco identiche e opposte oltre che perfettamente allineate lungo l’asse EST-OVEST: al tramonto degli equinozi la luce diretta del Sole attraversa queste aperture e taglia a metà il tempietto, andando ad illuminare un corridoio interno delle grotte. La struttura a mattoni rossi e la luce arrossata del tramonto (tra 2000K e 3000K) probabilmente rinforzavano a vicenda l’effetto cromatico. Oggi l’arcata più esterna è parzialmente murata e la presenza di una nuova costruzione a Ovest del Tempio crea un cono d’ombra che impedisce di assistere all’evento. Le misure successive hanno mostrato come elementi interni del tempietto (nicchie e colonne) siano poste con estrema precisione ad indicare anche la linea NORD-SUD e tutte le 12 posizioni intermedie (ogni 22,5 gradi) tipiche ad esempio della rosa dei venti. Il secondo aspetto particolare è presente lungo il corridoio centrale che segue l’andamento del meridiano: al mezzogiorno degli equinozi, un’apertura sulla grotta lascia passare la luce diretta del Sole che viene accompagnata da un muretto (con inclinazione media di 45 gradi) fino alla verticale di un grosso masso rettangolare (simile ad un altare). Ponendosi in piedi su questa pietra, il volto di una persona (o più probabilmente di una statua) sarebbe stato illuminato direttamente dalla luce solare (5400K); in date che non siano prossime all’equinozio la lunghezza dell’apertura intercetta il raggio di luce impedendo questo effetto. E’ interessante notare che l’illuminazione diretta del Sole nel mezzogiorno degli equinozi indicherà attraverso un meccanismo di luce che dopo 6 ore (90 gradi), la luce del tramonto attraverserà anche il tempio. Dal punto di vista storico, se è accettata l’ipotesi di collegamento della costruzione con i riti massonici, è importante ricordare che il “profano” è “colui che non ha ricevuto la Luce” e che l’iniziazione massonica consisteva nell’ammissione del candidato ad un luogo chiamato Tempio per completare il suo perfezionamento spirituale. Altre aperture nelle grotte e nel tempio sembrano associate solo a luce indiretta, allo scopo di permettere la fruizione dei luoghi o di evidenziare alcuni rientri/nicchie. Nel suggerire un percorso di illuminazione, se si vuole tenere conto degli aspetti astronomici si può identificare il lato Ovest come dominato dalla luce rossastra del tramonto, l’area centrale illuminata dal giallo brillante del sole a Mezzogiorno e il lato est da una tenue luce fredda. Sarebbe di sicuro effetto riprendere il percorso della luce diretta del Sole nell’equinozio predisponendo un punto di illuminazione (a 5400K circa) sopra il foro solare e un altro punto di illuminazione (a 2500K circa) dall’arcata Ovest del tempio diretta verso l’arcata EST.

In questa immagine troviamo una delle tante simbologie che il Tempio della notte racchiude nel suo scrigno di segreti l’uovo appeso al soffitto. L’Uovo in particolare, è un simbolo di Athanor, il crogiuolo utilizzato dagli alchimisti dove avviene la trasformazione della materia, il suo significato è legato soprattutto al congiungimento delle due sostanze principali per l’alchimia, lo zolfo legato all’uomo e al Sole e il mercurio alla donna e alla Luna. Una simbologia simile legata all’uovo come icona della nascita, la possiamo trovare nella Pala di Brera, di Piero della Francesca, con riferimento alla verginità di Maria, si riteneva che l’uovo appeso venisse fecondato dal Sole (Dio) senza il bisogno di un intervento maschile Lungo le pareti e il soffitto troviamo dei fori aventi diametro poco più di una mela, che avevano il compito di far filtrare la luce del Sole ricreando suggestivi giochi di luce all’interno del buio delle grotte. Con buona probabilità la loro posizione era calcolata astronomicamente in base alla posizione del Sole e della Luna.

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